
INDAGINI GEORADAR
Il sistema si basa sull’emissione di impulsi a radiofrequenza all’interno di un corpo e sulla registrazione degli echi riflessi dagli oggetti o dalle discontinuità in esso presenti.
Il trasmettitore genera un segnale con una frequenza di ripetizione; quando le onde elettromagnetiche incontrano una discontinuità fisica parte dell’energia incidente ritorna e genera un impulso di forma simile a quello trasmesso ma distorto in fase e frequenza. In generale, la velocità di propagazione dell'onda è influenzata dalla costante dielettrica e dalla suscettività magnetica del materiale.
La profondità massima raggiungibile dall'impulso radar è funzione della frequenza dello stesso e della resistività elettrica del materiale; maggiore è la frequenza, minore è la profondità raggiunta Per le ragioni sopra esposte, la scelta della frequenza di lavoro deve tener conto delle caratteristiche meccaniche ed elettriche dei materiali, della risoluzione spaziale richiesta e della profondità da indagare.
Antenne ad alta frequenza (> 1000 MHz) forniscono elevate risoluzioni spaziali ma limitate profondità di penetrazione, quindi sono adatte per investigare spessori modesti.
Al contrario, antenne a bassa frequenza consentono una penetrazione superiore. I dati raccolti, opportunamente elaborati, sono memorizzati e rappresentati su una unità di controllo che genera anche gli impulsi necessari al funzionamento delle antenne. Eventuali oggetti presenti al di sotto delle superfici rilevate generano delle immagini radar (“o radargrammi”) con caratteristiche forme iperboliche