
INDAGINI ENDOSCOPICHE
La tecnica utilizzata è di tipo non distruttivo e prevede la realizzazione di un carotaggio, o di un piccolo foro, per consentire l’introduzione di una sonda rigida.
La visione è resa possibile grazie ad uno speciale obiettivo posto sulla testa dello strumento, avente la possibilità di angolazioni di visuale comprese tra 0 e 90 gradi, secondo le diverse esigenze di controllo all’interno della cavità (lateralmente o frontalmente).
L’illuminazione necessaria può essere fornita da un fascio di fibre ottiche collegate ad una sorgente luminosa, oppure da una lampadina alogena posta sulla sommità dello strumento.
Un apposito adattatore fotografico permette di collegare la sonda ad un normale apparecchio fotografico per la documentazione.
La visione diretta, quindi, consente di valutare la natura dei materiali interni, la loro consistenza, la presenza di eventuali cavità, nonché di rilevare le dimensioni di particolari individuati.
Eventualmente all’oculare della sonda può essere collegata una telecamera, tramite la quale è possibile la registrazione e la proiezione su un monitor a colori dell’immagine.
I risultati dell’indagine endoscopica sono poi riportati all’interno di apposite schede, in cui si trovano:
indicazioni generali di identificazione ed ubicazione della prova;
descrizione dei materiali e dei particolari individuati;
fotografie endoscopiche dei particolari più significativi.